Arrivai a Brera da una formazione figurativa e l’astratto mi sembrava il risultato del caso.

Avevo bisogno di una logica e dovevo partire da qualcosa di concreto. Ma nessuno te lo insegnava.

La mia aula non aveva a disposizione la modella e così iniziai a disegnare le sedie e gli sgabelli che mi circondavano. I professori continuavano a dirmi che dovevo trovare il mio stile e io non comprendevo cosa intendessero. Mi focalizzai sulle forme, sui particolari, sulla struttura degli oggetti che avevo attorno e per me divennero luoghi di un altrove, architetture sconosciute, forme che mi divertivano, che poi esplodevo sui muri.

Finita l’Accademia non dipinsi più per lungo tempo, di tanto in tanto imbrattavo colore su tele per sfogo, ma insicura e senza tecnica cedetti alla paura del giudizio e mi lasciai assorbire dall’opera degli altri, facendomi contagiare dalla loro espressione, vivendo arte per osmosi.

Capii che non mi bastava quando iniziai a frequentare altri artisti più da vicino, che poi divennero miei cari amici e ricominciai, facendo altro, provando altro, sperimentando altro: ebbi il coraggio di mettermi in gioco. L’arte è sempre stata parte di me, in tutte le sue forme, che lo volessi o no. Sporcarmi in essa è una passione che mi riconduce alla mia vera essenza, che è fatta di colore.

Ora collaboro con Arte sul Serio che mi dona quell’entusiasmo, quell’energia e quella carica di cui avevo bisogno, nell’espressione di una passione condivisa.


con il Maestro Elio Maffeis

con l’artista Luisa Vailati

con un gruppo di artisti di Arte sul Serio: i fautori Federico Bianchi e Simona Brena, Luisa Vailati, Elisa Capitani e Laura Spreafico